La ristrutturazione di casa è un momento speciale, una vera e propria avventura: finalmente si può creare la casa dei propri sogni, scegliere i nuovi spazi entro cui costruire nuovi ricordi e, perché no, dare sfogo alla propria creatività scegliendo colori e piastrelle, arredi e pavimenti.

A proposito di pavimenti, qui in Zena Costruzioni quello più richiesto è il parquet ovviamente, ma sceglierlo non è così semplice come sembra. Ecco quindi una guida completa alla scelta del parquet per casa, nella quale parleremo dei vantaggi del pavimento in legno, introdurremo le due principali varianti e le diverse modalità di finitura e di posa.

Perché scegliere il parquet: tutti i vantaggi del pavimento in legno

Il parquet – che per essere definito tale deve avere uno strato di almeno 2.5 mm di legno nobile – è uno dei pavimenti più desiderati per camere da letto, zone giorno, cucine ed esterni.
Oltre ad essere bello ed elegante, se è di buona qualità ha innumerevoli vantaggi:

  • isolamento termico: rimane fresco d’estate e caldo in inverno grazie alle proprietà naturali del legno;
  • isolamento acustico: specialmente se potenziato con speciali pannelli;
  • resistenza: se trattato adeguatamente resiste a lungo nel tempo, modificandosi seguendo la natura del legno ma senza perdere fascino e funzionalità;
  • dona eleganza: un materiale di pregio che dona a ogni ambiente e che aumenta il valore dell’immobile;
  • unicità: un pavimento di parquet non sarà mai uguale a un altro, rendendo il nostro pavimento unico nel suo genere (anche per la vasta scelta di essenze e disegni diversi).

Ecco quindi perché il parquet è tanto desiderato. Ma come scegliere quello giusto per casa nostra? E quali tipologie di parquet esistono?

Come scegliere il parquet giusto per casa: tradizionale o prefinito

Quando si parla di pavimento in parquet, spesso non si considerano le sue tipologie. Si parla di colore e tinta, si parla di disegno… ma quante volte sentiamo parlare di parquet tradizionale o parquet prefinito? Visto che i nostri clienti spesso si trovano a fare questa scelta, ecco tutto quello che è utile sapere sulle due principali tipologie di parquet.

  • Il parquet tradizionale in legno massello

Decisamente il più desiderato e il più pregiato, è il “classico” parquet, composto al 99% da legno pregiato. Il parquet tradizionale è formato da tavole ricavate da un blocco unico di legno massello, e, grazie al suo spessore – tra 1 e 2,2 cm – ha un forte potere isolante.

Oltre a questa sua capacità isolante, il parquet in legno massello è anche molto duraturo nel tempo, perché può essere levigato più volte, ed è adatto a soddisfare diverse esigenze estetiche: la flessibilità della posa infatti consente la scelta tra diversi disegni, schemi ed essenze.

Gli svantaggi però sono altrettanti: i costi e i tempi di posa sono lunghi – fino a 30 giorni -, perché il pavimento viene trattato sul posto; può essere verniciato solo con un massimo di 3 mani e quindi può rovinarsi facilmente; le finiture disponibili (verniciatura e ceratura) sono limitate, e infine si trova solo in piccoli formati. Tuttavia, molti svantaggi vengono ripagati dalla resa di pregio e dall’unicità del legno, che darà carattere e personalità a ogni casa.

  • Il parquet prefinito

Il parquet prefinito è la migliore opzione per chi non vuole rinunciare alla bellezza estetica del legno nobile con una piccola attenzione al budget, dato il suo ottimo rapporto qualità/prezzo. Si tratta di un parquet composto da un sottile strato di legno pregiato posato su strati di legno meno nobile. I legni più impiegati sono il teak – tra l’altro molto resistente -, il faggio, il noce e il rovere, spesso anche in versione “bianca”, adatto per esempio alle case arredate in stile shabby chic.

Molto pratico e già trattato in fabbrica (proprio per questo è definito “prefinito”), questo parquet ha un tempo e una modalità di posa rapide e poco costose, perché è sufficiente che venga posato direttamente sul pavimento esistente ed è “pronto all’uso” in sole 24 ore.

Ne esistono due tipologie:

  • parquet prefinito a 2 strati: lo strato superiore è l’essenza, il secondo strato è il supporto in multistrato, che ha la funzione di garantire la stabilità del legno e ridurne la dilatazione e il movimento. I due strati possono essere della stessa essenza, o di essenze diverse con caratteristiche simili;
  • parquet prefinito a 3 strati: il primo strato è composto dall’essenza in legno nobile e ha un spessore minimo di 2.5 mm, al centro è presente un multistrato in abete o betulla e il terzo strato ha lo stesso legno nobile usato come essenza in superficie. Rispetto a quello a 2 strati, questa lavorazione offre maggiore stabilità e bilanciamento al legno.

La scelta tra parquet classico e parquet prefinito è solo la prima da compiere quando si parla di pavimenti in legno. A seconda poi dell’effetto che vogliamo ottenere ci sono infatti diverse finiture, essenze e schemi di posa. Vediamoli insieme iniziando proprio con le finiture.

Mettere il parquet in casa: scegliere finiture ed essenze

Per ottenere l’effetto estetico (combinato a resistenza e manutenzione) che desideriamo, è sulla scelta delle finiture e delle essenze che dobbiamo concentrarci, per poi passare alla messa in posa che è invece ciò che colpisce alla prima occhiata.

Tre sono le soluzioni disponibili:

  • Finitura a vernice: realizzata con vernice solvente, oleuretanica o all’acqua, è un ottimo compromesso tra bellezza e resistenza, infatti è resistente a danni di calpestio e graffi, non si macchia se viene a contatto con acqua o altri liquidi, è facile da pulire ed è adatta ad ambienti umidi come bagno e cucina.
  • Finitura a olio: ideale per creare un ambiente naturale, è un trattamento tra i più costosi ma dagli ottimi risultati. Viene realizzata con una miscela di oli naturali e sintetici che svolgono una particolare azione ravvivante sul legno e rendono i suoi colori più caldi e brillanti. L’olio rende il parquet resistente ai graffi (è sufficiente una passata di olio per risolvere il danno) ma in generale non possiamo ottenere la stessa protezione della vernice, soprattutto per quanto riguarda le macchie. Inoltre, richiede una manutenzione periodica e costante, ogni 2 anni circa.
  • Finitura a cera: con un effetto simile a quella a olio, la ceratura ha qualche vantaggio in più. Infatti, la cera crea una sorta di film protettivo in superficie, che funge da barriera. Anche in questo caso è necessaria una manutenzione biennale e lo svantaggio principale riguarda i graffi, perché se il pavimento si rovina è necessario fare il trattamento da capo.

In accordo con la rifinitura c’è la scelta del trattamento del legno, che potrà essere prelevigato, spazzolato, sabbiato, segato e anticato. In più, l’essenza può ovviamente essere diversa e scelta secondo le sue caratteristiche. Il legno più utilizzato è il rovere (qui in Zena Costruzioni è scelto 8 volte su 10); se invece si cerca qualcosa di molto resistente e bello, ma abbastanza costoso, c’è il Teak, utilizzato spesso in ambito navale. Simile nella resistenza e nel colore al Teak ma meno conosciuto invece c’è l’Iroko, adatto a bagni e cucina. Per chi infine è un amante del classico, il Doussie è il legno rosso per eccellenza, adatto anche agli ambienti umidi.

Scelto il tipo di parquet più adatto a noi, la finitura giusta e il nostro legno preferito, eccoci arrivati all’ultimo step: la messa in posa e le possibilità di disegno.

Messa in posa del parquet: come si fa e le diverse tipologie

Entrando in una stanza con il parquet, quello che più si fa notare insieme al colore è la “fantasia” scelta, il disegno secondo il quale le assi vengono posizionate. Vediamo insieme i diversi tipi di messa in posa.

  • Posa a cassero irregolare o “tolda di nave”: ideale per un ambiente moderno, è caratterizzata dal fatto che i singoli elementi che compongono il parquet hanno la stessa larghezza ma lunghezze diverse. Molto utilizzato negli ultimi anni, regala alla stanza un effetto originale e asimmetrico.
  • Posa a cassero regolare: realizzata con singoli elementi delle stesse dimensioni dona un aspetto regolare e ordinato al pavimento ed è adatto a ogni ambiente.
  • Posa a spina italiana: ideale per ambienti classici e raffinati, prevede l’utilizzo di listelli della stessa misura disposti perpendicolarmente con un angolo a 90 gradi.
  • Posa a spina ungherese: molto elegante e contemporanea, è caratterizzato da listelli che vengono tagliati nella testa a 45 gradi. Anche conosciuta come spina di pesce, sta tornando di moda negli ultimi tempi ma ha un costo molto più alto rispetto agli altri formati.
  • Posa a spina francese: simile alla posa ungherese, differisce con quest’ultima per il grado di angolazione del taglio della tavola (a 60 gradi e non 45).

Non è ancora finita: diverse sono anche le modalità di posa del parquet. La più utilizzata è la posa a colla, che è proprio quello che sembra: il pavimento in legno viene incollato sopra quello già esistente. Un altro metodo molto utilizzato, e anche molto consigliato, è la posa flottante, che rovina meno il pavimento sottostante.

Qualsiasi sia la modalità di messa in posa scelta, per una corretta messa in opera è necessario che venga eseguita una buona graffiatura e levigatura del pavimento già esistente con un apposito macchinario, per fare in modo che il legno aderisca perfettamente alla superficie.

La scelta del pavimento e del parquet durante una ristrutturazione di interni è un momento importante, una scelta da fare ponderatamente chiedendo consiglio anche all’impresa edile di fiducia, tenendo conto che il costo del parquet si aggira intorno ai 75€/mq e soprattutto che il legno è un materiale vivo, che può subire variazioni di colore durante la sua “vita” e che cambierà con la casa acquistando sempre più fascino.

Qui in Zena Costruzioni siamo vicini ai nostri clienti e non li lasciamo mai soli: se hai bisogno di una ristrutturazione e vuoi affidarti a qualcuno che ti supporti dalla progettazione alla scelta del parquet, sei nel posto giusto. Contattaci per raccontarci la storia del tuo progetto e richiedere un preventivo.